In Algeria vince Bouteflika, sarà per la quarta volta presidente

Abdelaziz Bouteflika si riconferma per la quarta volta consecutiva presidente dell'Algeria. Nessuna sorpresa, nonostante il leader del Fronte di Liberazione Nazionale sia rimasto dietro le quinte per tutta la durata della campagna elettorale date le sue precarie condizioni di salute. Ieri, Bouteflika è stato fotografato mentre si recava al seggio a votare, trasportato su una sedia a rotelle. Un leader anziano (ha 77 anni) e affetto da una malattia vascolare che, secondo alcuni, ne starebbe logorando oltre al fisico le capacità di intendere e di volere.
19 AGO 20
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Abdelaziz Bouteflika si riconferma per la quarta volta consecutiva presidente dell'Algeria. Nessuna sorpresa, nonostante il leader del Fronte di Liberazione Nazionale sia rimasto dietro le quinte per tutta la durata della campagna elettorale date le sue precarie condizioni di salute. Ieri, Bouteflika è stato fotografato mentre si recava al seggio a votare, trasportato su una sedia a rotelle. Un leader anziano (ha 77 anni) e affetto da una malattia vascolare che, secondo alcuni, ne starebbe logorando oltre al fisico le capacità di intendere e di volere.
Il suo principale antagonista, Ali Benflis, aveva puntato su una campagna elettorale più "muscolare", dai toni forti, puntando il dito da giorni contro brogli elettorali diffusi in tutto il paese. "Le irregolarità sono in atto da giorni, con manipolazioni sospette dei registri elettorali", aveva dichiarato alla vigilia delle elezioni in un'intervista a la Repubblica. "Se i brogli saranno confermati scenderemo in piazza", ha più volte minacciato Benflis.
Nato nel 1944, originario di Batna, Benflis ha già ricoperto la carica di primo ministro, proprio sotto la presidenza di Bouteflika, dal 2000 al 2003. Voleva rinnovare il partito, ringiovanendone i quadri e per questo fu allontanato prontamente dal Fln. Candidato alle presidenziali del 2004 contro Bouteflika, Benflis riportò una pesante sconfitta, raccogliendo appena il 9 per cento dei consensi, contro il plebiscitario 90 per cento del presidente uscente. Per 10 anni, Benflis è quindi rimasto lontano dalla scena politica algerina e nel 2009 decise di non ricandidarsi.
"Se stavolta ha deciso di partecipare alle elezioni non è un caso", commentò nel gennaio scorso l'analista politico Mourad Goumiri interpellato da al Watan. "Vuol dire che ha ricevuto assicurazioni da alcuni clan ai vertici del potere sulle reali possibilità di successo", aggiunse. Chi ha governato in Algeria ha sempre dovuto dotarsi dell'adeguato appoggio di ristretti gruppi elitari. Primo tra tutti il Dipartimento dell'Informazione e della Sicurezza (Drs), la polizia politica algerina. Recentemente, Bouteflika e il suo entourage è entrato più volte in collisione proprio con il generale del Drs, Mediéne Mohammed (noto come Toufik) e il suo clan. Mediéne aveva mostrato freddezza di fronte all'annuncio della nuova candidatura di Bouteflika. Il comandante della polizia politica algerina è stato quindi messo in stato d'accusa su segnalazione del Fln, ufficialmente per la sua incapacità nel prevenire diversi assassini politici avvenuti negli ultimi anni. Tra lo Stato maggiore dell'esercito, tuttavia, Bouteflika raccoglie ancora vasti consensi, sebbene anche qui siano emersi ultimamente diversi attriti tra nuove e vecchie generazioni di ufficiali.
Tra il popolo algerino, invece, emerge l'astensionismo, che in questa tornata elettorale ha raggiunto livelli mai visti dal 1995; solo il 51,7 per cento degli aventi diritto si è recato alle urne (contro il 79,5 per cento del 2009) e ad Algeri appena il 37 per cento. Se l'obiettivo di Benflis era quello di raccogliere i consensi dei delusi da Bouteflika, il fallimento è stato evidente. Prendendo il caso della cittadina di N'Gaous, dove nei giorni precedenti alle elezioni si erano verificati cortei anti-Bouteflika, solo il 42,6 per cento è andato a votare, dato inferiore alla media nazionale. Segno che Benflis non è riuscito a cogliere quel desiderio di cambiamento che una parte del popolo algerino chiede. "Benflis è garante dello status quo, qualcuno che, se andasse al potere, non modificherebbe l'attuale metodo di governo", aveva commentato un funzionario del governo algerino a al Watan. "Il sistema preferisce avere a che fare con uno come lui che difficilmente farà iniziare una rivoluzione", aveva aggiunto l'anonimo funzionario.
Resta da vedere se il "piano B" di Benflis, annunciato da lui stesso prima del voto, venga messo in pratica nei prossimi giorni. Il rivale di Bouteflika potrebbe ora mobilitare le piazze facendo leva sui brogli elettorali dati per certi dall'opposizione. Alcuni suoi elettori hanno già definito il 17 aprile "Giornata di lutto nazionale", riferendosi alle irregolarità nelle procedure di voto. "Se ci saranno brogli come temo il popolo algerino protesterà in strada", aveva minacciato Benflis. Magari unendosi al movimento "Barakat" ("Basta", in arabo) che in queste settimane ha organizzato diverse manifestazioni contro Bouteflika scontrandosi in alcuni casi con la polizia. Se davvero Benflis opterà per la protesta unendosi alla società civile borghese di Algeri, come quella incarnata dal Barakat, lo diranno i prossimi giorni.